|
NOTIZIE
Gennaio 2011
PEREQUAZIONE AUTOMATICA DELLE PENSIONI
L'aumento delle pensioni per il 2011 è pari al
1,4 % e corrisponde all'indice d'inflazione provvisorio per il 2010.
Questa variazione avverrà secondo l'ormai noto meccanismo ed
esattamente:
100% di 1,4 sull'importo mensile fino a tre volte il minimo INPS
(fino a € 1.382,91) ;
90% di 1,4 (pari a 1,26%) sull'importo
mensile compreso fra 3 e 5 volte il minimo INPS (oltre a €
1.382,91
e fino a € 2.304,85);
75% di 1,4 (pari a 1,05%) su tutta l'eccedenza (oltre a €
2.304,85)).
Rinnovo del
Contratto dei Metalmeccanici
Nel prossimo Giugno
scadrà il Contratto Nazionale di Lavoro dei Metalmeccanici e, il 16
Gennaio scorso, si è tenuto il primo incontro per definire la
piattaforma rivendicativa, con un aumento medio di 100/130
€ (per il terzo livello). L’orientamento di quasi
tutti i sindacati è rivolto all’introduzione di un nuovo meccanismo
di inquadramento suddiviso in 5 fasce professionali, di cui l’ultima
sarebbe destinata specificatamente ai QUADRI. Sinquadri,
plaude ovviamente ad una iniziativa, sia pur tardiva, che finalmente
consentirà di gestire questa categoria professionale in modo
autonomo rispetto alla vecchia classificazione dei livelli, che
confinava i Quadri ad una mera appendice dell’ultimo livello
impiegatizio
Gennaio 2007
RIFORMA DELLE PROFESSIONI : IL QUADRO E’ PROFESSIONISTA DIPENDENTE.
Entro il 20 ottobre
2007, l’Italia dovrà adeguarsi all’obbligo di applicazione della
Direttiva Europea in materia di riforma delle professioni
(2005-36-CE). Per i cittadini degli Stati membri, essa comporta,
tra l'altro, la facoltà di esercitare, come lavoratore autonomo o
subordinato, una professione in uno Stato membro diverso da
quello in cui hanno acquisito la relativa qualifica professionale.
Occorre sottolineare che il Consiglio europeo (art.2 della
direttiva), stabilisce che la prestazione intellettuale prescinde
dal modo in cui la professione stessa viene svolta; in altri
termini essa può essere svolta a titolo dipendente (e quindi
come Quadro) o indipendente (e quindi come libero
professionista).
Il d.d.l. Mastella varato il 1 dicembre us, che rappresenta il
provvedimento governativo del riconoscimento delle qualifiche
professionali, interpreta sostanzialmente il dispositivo comunitario
2005-36-CE. Altro punto di forza della direttiva in oggetto, in
favore dei Quadri con funzioni direttive e/o responsabili di un
reparto, e’ il comma e) dell’art.17, che fa assumere un ruolo da
protagonisti tramite il riconoscimento di “status giuridico”.
17.01.07
ACCORDO SULLA RIFORMA DEL PUBBLICO IMPIEGO
ROMA -
Statali, si cambia. Il Governo e Cgil,
Cisl e Uil hanno sottoscritto oggi un'intesa per la riforma della
pubblica amministrazione. Obiettivo: aumentare la produttività e
l'efficienza del settore, ma anche tagliare gli sprechi. Punti
principali dell'accordo sono mobilità, esodi incentivati,
meritocrazia, stretta su esternalizzazioni e consulenze.
E ancora: 'pagelle' dei cittadini alla qualità del servizio,
dirigenti-manager licenziabili in casi estremi, telelavoro. Oltre ad
un piano di stabilizzazione dei precari entro la legislatura.
L'istituto della mobilità, che avverrà per ora su base provinciale,
potrà essere utilizzato anche per la gestione di eventuali esuberi.
A breve dovrebbe essere firmato un successivo accordo a Palazzo
Chigi che interesserà anche i settori delle Autonomie Locali e della
Sanità, dopo il via libera della Conferenza delle regioni, dei
comuni e delle province.
Soddisfatte le parti che hanno siglato il memorandum: per il
governo, i ministri delle Riforme, Luigi Nicolais, e dell'Economia,
Tommaso Padoa-Schioppa; per i sindacati, i tre leader di Cgil, Cisl
e Uil, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti, insieme
alle organizzazioni di categoria.
Con il nuovo contratto "ci sarà spazio per economie fatte meglio",
dice Padoa-Schioppa. La convinzione del ministro è che l'accordo
permetterà, una volta rinnovato il contratto, di gestire le
amministrazioni pubbliche "in funzione di una produttività maggiore
e contemporaneamente di un controllo della spesa migliore. La
Finanziaria - ha aggiunto - è riuscita ad operare solo su una
piccola parte della spesa pubblica proprio perché il resto era
estremamente rigido. Pensiamo che col nuovo contratto ci sarà spazio
per economie fatte meglio e questo lo si ottiene toccando molti
punti: la valutazione individuale, la mobilità, la selezione della
dirigenza. Sarà possibile governare tutte le amministrazioni
pubbliche, anche quelle locali, in una maniera condivisa e molto più
efficiente".
Per Nicolais, è un "momento di grande cambiamento per il lavoro
pubblico. Si è lavorato molto per raggiungere questo obiettivo - ha
detto -, sono stati introdotti concetti sostanziali per il lavoro
pubblico, per una pubblica amministrazione efficiente, capace di
raggiungere i cittadini e di essere motore per lo sviluppo e non un
peso". Il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani mette in
risalto "la volontà per elevare la produttività, la qualità e
stabilità di chi lavora nelle pubbliche amministrazioni".
Per il sindacalista si tratta tuttavia di un "punto di partenza. Da
questi temi bisognerà lavorare per rendere la pubblica
amministrazione più vicina ai cittadini, il lavoro sempre più di
qualità e sempre meno precario". Dal segretario della Cisl, Raffaele
Bonanni, un messaggio anche in vista del confronto sulle pensioni.
L'intesa sulla pubblica amministrazione, ha detto, dimostra che, "al
di là dei clamori, ciò che serve è la coerenza e lavorare in
silenzio con responsabilità.
E' un monito per chi continuamente mette sabbia negli ingranaggi,
ritenendo che le grandi riforme si facciano a colpi di bastone.
Questa è la risposta più propria che il sindacato poteva dare
costruendo un' ipotesi condivisa". Per il segretario generale della
Uil, Luigi Angeletti, la mobilita sarà "contrattata ( cioè: se, dove
e a quali condizioni). Il punto più importante, però, - ha precisato
- é che con il protocollo, se attuato, il lavoro pubblico sarà
migliore e produrrà servizi migliori. Questo ci aspettiamo come
lavoratori dipendenti e, soprattutto, come cittadini".
***************
Recensione del libro : IL RITORNO
DEI CAPI – di P.IACCI – Presidente di AIDP

IL RITORNO DEI
CAPI
di P. IACCI –
Presidente di A.I.D.P. – Associazione Italiana Direttori del
Personale
(Guerini e Associati, 2005)
A
cura di Paolo Iacci e Giuseppe Varchetta
Nell’ultimo libro curato da Paolo Iacci e Giuseppe Varchetta emerge,
attraverso lo studio di diverse organizzazioni nelle quali alcuni
consulenti hanno svolto delle azioni di ricerca-intervento, come sia
sempre più importante investire nei cosiddetti “B player”, per usare
la definizione di Vineeta Vijayaraghavan e Thomas J De Long, o più
comunemente “middle manager”.
Dopo
un ventennio nel quale “le pratiche organizzative diffusesi a
partire dagli anni Ottanta, come lean management, downsizing,
delayering, o team based organization, hanno fatto dei Quadri e
dirigenti di basso livello oggetto di razionalizzazione “ (Delmestri,
Walgenbach 2005), ora il capo intermedio “vive permanentemente nel
suo essere una doppia esposizione, verso l’alto e verso il basso
della struttura organizzativa, due mondi diversi, spesso lontani, se
non opposti in una conflittualità permanente” (Varchetta 2005).
In
molti casi, i Quadri aziendali sono troppo presto diventati “ex”,
assecondando il processo di fuoriuscita di esperienze che ha
permesso in breve tempo di “perdere i due fondamentali valori che
consentono di attribuire significato al proprio lavoro e alla
propria fatica e dunque sostenere e promuovere la motivazione:
vedere l’utilità sociale che ha il proprio lavoro e nel fare questo
esprimere le proprie competenze; in sintesi “sentirsi capace di
contribuire a qualcosa che vale” (Novara 2005).
Nel
processo di rivoluzione tecnologica che ha accompagnato le
trasformazioni aziendali, sono venuti a galla dei ruoli parzialmente
nuovi (process owner, brand manager, project leader) che hanno
sostituito il management intermedio, mentre si cerca ancora di
costruire quel quadro di competenze necessario per lo svolgimento di
un ruolo mai così complesso come ora.
Se è
vero, infatti, che le imprese hanno affinato lo sguardo e l’ascolto
verso l’esterno (il mercato, i concorrenti, i consumatori) è d’altra
parte innegabile che tale sforzo è compensato da una mancanza sul
versante interno, relativamente alle motivazioni e alle aspettative
sulla gestione dei vari ruoli da parte dei collaboratori nelle
imprese.
Analizzando gli scenari legati al passaggio da lifelong job a
employability, Paolo Iacci parla di una sfida per il senior in
azienda che si gioca sulla capacità di cambiamento e di innovazione,
sull’abilità a uscire dagli schemi, sapendo alzare e allargare lo
sguardo.
Ma è
anche una difficile trappola quella in cui si trovano i capi
intermedi che sono arrivati alle loro posizioni tra i 45 e i 55 anni
quando, nelle aziende, per crescere bisognava accumulare nel tempo
una significativa esperienza e, oggi che le possiedono, tendono ad
essere esclusi dall’aggiornamento delle loro competenze perché
considerati troppo vecchi.
Come
gli studi presentati nel libro e le conversazioni con i manager
mettono in luce, sono proprio i capi intermedi che esprimono in
questi anni una forte richiesta di significatività del lavoro.
Troppo spesso nelle organizzazioni si vive una sensazione di
impersonalità, sostituibilità, isolamento ed omologazione che tende
a schiacciare le risposte in termini economici che migliorano la
situazione.
Il
testo prende poi in esame delle pratiche aziendali dove appare
possibile che le persone riescano ad esprimere le proprie competenze
sentendosi in un contesto dove si ritiene di avere tutte le risorse
per attuare quanto si ritiene opportuno per il bene dell’impresa, ma
allo stesso tempo dove si aiuta a prendere coraggio e fiducia di sé.
E’
così che il “B player” o “middle manager” ha forse ora una
possibilità per portare a una nuova coerenza l’esperienza
organizzativa, interessando il “centro” di ciò che accade in
periferia arricchendolo con visioni e messaggi che vanno poi
ritrasmesse sotto forma di attività esecutive, in un continuo
scambio osmotico che rende transitiva la gestione organizzativa. |